Friday, December 23, 2005

L'immagine del paradiso - Paradise vision




Un pò di filosofia.
Se guardo e mi concentro su un immagine come questa non posso non sentire una calma interiore una pace che mi invade. Così mi chiedo che questa splendida natura non può che essere un paradiso e vorrei essere la in mezzo a quei fiori e distendermi sull’erba bagnata e profumata di primavera.
Perdere lo sguardo in quel cielo azzurro e sentirmi acquietare aldisopra delle passioni. Trascendere ed unirmi a quel tutto, rompere quella separazione che il mio vero più profondo travaglio. Così guardando questa immagine mi viene alla mente “l’essere” e il “divenire” , un luogo come questo mi ricorda l’idea Platonica del “bene in se” oppure lo “stato del nirvana”, il “tempo messianico”; tutto è armonia pace perfetta, insomma il paradiso.
Eppure allora mi chiedo, questo seppur bellissimo è un luogo reale che esiste da qualche parte e poi neanche tanto lontano. Ma allora il paradiso è così vicino? E’ così alla nostra portata? Si forse è vicino, ma come diceva Platone noi vediamo solo le ombre della realtà e non possiamo trovarlo. Ci dicono i saggi orientali che comprendiamo il creato in contraddizione, che solo nell’azione giusta possiamo sentirci uniti al tutto, e l’azione è difficile, ma siamo in ricerca e non possiamo fermarci.
Rimane comunque la gioia di vedere i colori, di sentire il profumo, di immergersi nell’azzurro di un paradiso come questo.

L' Ambiente C ostruito.
L’armonia, che deriva da una visione come quella sopra decritta, dobbiamo ricercarla nei molti ambienti che caratterizzano la vita dell’uomo.
Costruire l'ambiente è edificare l'esistenza dell'uomo, sia fisica che mentale.Molti sono gli ambienti: l'ambiente costruito, naturale, bilogico, politico, sociale, filosofico.

L'ambiente costruito è l'insieme delle realizzazioni umane che trasformano l’ambiente naturale. Il primario stato viene modificato e rimodellato dall’uomo adattandolo alle sue esigenze.

Tali trasformazioni comprendono non solo il vero e proprio costruito (architettura, ambiente abitativo etc.), ma anche le lavorazioni agricole, forestali ecc. Ambienti costruiti, sono gli agglomerati edilizi e di infrastrutture, urbani e non, dai paesi alle megalopoli, le aree rurali od anche le zone allo stato naturale attraversate da infrastrutture (vedi autostrade, ferrovie etc. nel deserto, o attraverso catene montuose). L'ambiente costruito è quindi la fusione dell'elemento naturale con le opere dell'essere umano, tema che si riallaccia ai concetti propri dell'urbanistica e della pianificazione territoriale in stretto rapporto alle competenze scientifice dell'ecologia.

La combinazione dei due elementi può essere positiva o negativa: se la progettazione del costruito è in armonia con la struttura naturale, si crea un nuovo sistema in equilibrio ed una valorizzazione dell'ambiente in sé; (esempio: la storica campagna toscana in Italia). Se invece le sovrastutture costruite non creano un amalgama con la componente naturale si ha un disequilibrio e una disgregazione anche dell'elemento naturale con creazione di inquinamento ambientale.

Progetto ambientale
La progettazione, quindi, dell’ambiente costruito riveste particolare importanza ed abbraccia l’ampia scala: territorio – città – quartiere – edificio – unità abitativa; sino a comprendere le strutture e le attrezzature domestiche. Molte scienze ne vengono coinvolte, oltre alle già citate architettura, urbanistica, e pianificazione territoriale che ne sono la guida più generale, anche il design e l’ingegneria ambientale ne costituiscono una determinata branchia.

Un esempio di struttura in nuovo equlibrio con l'ambiente circostante è la famosa FallingWater - La casa della cascata di Frank Lloyd Wright uno dei maestri del Movimento Moderno. Nonostante la sua dirompenza l'abitazione si integra "organicamente" con il suo intorno: il bosco e la cascata. E' quel "nuovo sistema in armonia" che magicamente Wright riesce a costruire ed a cui ogni progettazione dell'Ambiente costruito deve tendere.

3 Storia dell'Ambiente costruito

3.1 Dagli albori a Roma
L’Ambiente costruito iniziò sostanzialmente con l’invenzione dell’
agricoltura da parte dell’uomo che da cacciatore nomade si trasformò in agricoltore stanziale. Così cominciò a costruire le prime capanne, a coltivare dissodando il terreno, a piantare alberi da frutto. Inizia quella modificazione del territorio, che per millenni inciderà comunque marginalmente sulle caratteristiche dell’ambiente naturale. Le prime grandi civiltà sebbene realizzino anche strutture imponenti, in Egitto si realizzano le piramidi e si regima anche il corso del Nilo, a Babilonia si costruisce una capitale terrazzata con grandi giardini pensili, in Grecia si sviluppano diverse città (stato) già in senso più moderno, non provocano grandi mutamenti ambientali.
Con
Roma “caput mundi” nasce per la prima volta l’urbanesimo. La città raggiunge al tempo dell’impero il milione di abitanti e per le caratteristiche dell’epoca, densità di popolazione e tecnologia, corrisponde ad una megalopoli moderna. La descrizione delle case per i “plebei”ammassate nelle “insulae” rende bene l’idea del fenomeno. Si edificano alte costruzioni su diversi piani, che raggiungono anche i 20 metri di altezza, suddivise in piccoli appartamenti, privi di acqua e riscaldamento dove al piano terreno si trovano i negozi e le taverne che pullulano sempre di gente. Le strutture portanti sono in mattoni, i solai in travi e tavolato di legno mentre le finestre chiuse solo da sportelloni sempre di legno. Per queste caratteristiche costruttive, per il sovraffollamento, per le lampade e stufe rudimentali, spesso in queste case scoppiano rovinosi incendi. Questi quartieri sono dei veri e propri alveari, (nel senso dispregiativo moderno), dove le scarse condizioni igieniche, anche dopo la realizzazione delle fognature in epoca repubblicana, favoriscono il proliferare di infezioni e malattie. Certamente qui, nacquero i primi problemi urbani, aldilà della pazzia di Nerone, che bruciò la città, si sentiva la necessità di ripulire e riordinare, se non di abbellire l’ambiente urbano. Roma comunque, rimane un caso unico. La civiltà romana ebbe forse più influenza sull’ambiente costruito per i suoi interventi sul territorio del suo grande impero. Infatti, vengono intensificate e si razionalizzate l’agricoltura e le comunicazioni con la costruzione di strade, ponti ed acquedotti, gettando le basi di quella che sarà la gestione e la modificazione dell’ambiente costruito in senso moderno. Un esempio di inserimento ambientale equilibrato dell’epoca sono le ville dei nobili romani che si inseriscono dolcemente nel luogo, seguendo e sfruttando le caratteristiche del terreno, la vista, il clima, l’esposizione, la bontà del terreno agricolo ecc. dove la pars urbana (la residenza) segue la pars fructuaria, o rustica (costruzioni agricole) indicando la vocazione agricola di queste dimore in un connubio tra costruito ed ambiente.

3.2 Dal Medio Evo al Rinascimento
Nel
medioevo vi fu accanto allo spopolamento anche la dispersione della popolazione sul territorio, quindi la cessazione del fenomeno urbano, Roma in questi secoli era tornata ad essere poco più di un borgo con meno di 50.000 abitanti. Le opere umane cercano si sfruttare il territorio soprattutto a scopo difensivo lasciando indietro gli altri fattori, ma sono interventi puntuali e limitati, il castello, la Pieve, il Convento, il Borgo. Attorno ad essi l’agricoltura comincia ad addomesticare il primo naturale stato ed il tutto diviene parte di un nuovo ambiente costruito che possiede un equilibrio, quasi una nuova naturalità. Un esempio di questo habitat lo possiamo ancor oggi vedere nelle vicinanze di Siena all’Abbazia di S. Galgano ed al suo inalterato ambiente circostante.
L’
Umanesimo porta con se un ripresa dello sviluppo urbano, ma tutto si misura con i valori classici della filosofia rinascimentale, che progettano città ed ambienti ideali, che per la loro armonia non possono incidere negativamente nell’assetto ambientale. Nel territorio si consolida quella modificazione agricola che definiremo integrata ed organica alla natura. Questo deriva anche dalla rinascita della villa, che prenderà precise caratteristiche rinascimentali ma che avrà come archetipo la villa romana sia come architettura che come rapporti agricoli con la terra della tenuta circostante. L’ambiente costruito ,(architettonico e rurale), che nell’insieme creano queste ville, è di grande armonia, tutto segue un rapporto: fattori microclimatici, espositivi, agrari, sedimentari, ma anche residenziali, artistici, architettonici e di vita sociale. Una visita ad una delle innumerevoli ville italiane dei secoli XVI, XVII, ed anche dei secoli seguenti seppure in affievolirsi, può farci capire chiaramente cosa questo ambiente significa.

3.3 Rivoluzione industriale e nascita della tutela ambientale

4 Voci correlate
Architettura
Architettura organica
Architettura bioclimatica
Design
Ingegneria civile
Ecologia
Ingegneria ambientale
Ipotesi Gaia
Frank Lloyd Wright
Urbanistica
Tecnologia
Risorse
Movimento Moderno